Il sito non ufficiale della Furia Ceca Pavel Nedved

07 maggio 2006

La Furia Ceca è tornata!!!

Dopo un lungo digiuno, che durava dalla partita di andata di Champions contro il Werder, Pavel Nedved è tornato al gol. nfatti è lui a aprire i giochi al '31 nella importantissima partita interna contro il Palermo. Il gol giunge dopo una prolungata azione offensiva della Juventus con palla che arriva a Trezeguet in area, il francese lascia a Camoranesi che si allarga sulla destra, fa partire un cross deviato da un avversario, il pallone arriva a Nedved che con uno splendido sinistro insacca in rete.



06 marzo 2006

Nedved Player of the Month


Pavel Nedved il bianconero più votato dai tifosi, durante il mese di febbraio, quale Player of the Month e il centrocampista, quasi a voler ribadire la bontà della scelta, ha ringraziato a modo suo, timbrando sabato sera il gol partita contro la Sampdoria. Una rete preziosa, per la quale Pavel merita un caloroso abbraccio da parte dei propri fans, che certamente non mancheranno di far sentire il proprio calore al campione che, giovedì 9 marzo, presso lo Juventus Store di via Garibaldi a Torino, verrà premiato come giocatore del mese.

Pavel Nedved


Pavel Nedved è nato a Cheb (Rep. Ceka) vicino Praga il 30 Agosto 1972, da papà Vaclav (bracciante) e mamma Ana. Papà Vaclav era molto orgoglioso del suo piccolo biondo Pavel, che veniva su sempre più forte e che, dopo il diploma di geometra, divenne l'idolo prima di Cheb e poi di Praga, giocando in una delle più forti squadre a livello nazionale, lo Sparta Praga.
All'inizio, aveva giocato nel ruolo di attaccante, poi come centrocampista, fino a trovare la giusta posizione, che gli permise di segnare molti gol (26 in 5 stagioni di permanenza nel campionato Ceko).Quando fu giocato il Campionato Europeo in Inghilterra nel 1996, sia la Lazio che il Psv Eindhoven avrebbero voluto ottenere il cartellino di questo grande giocatore, che escluse l'Italia dai Campionati Europei con un bellissimo goal Ma la Lazio vinse questo scontro di mercato, e Pavel divenne un giocatore biancoceleste!
Durante la sua prima stagione italiana, segnò 11 gol, e divenne ben presto uno dei giocatori biancocelesti più amati dai tifosi. Durante la sua seconda stagione laziale, Pavel vinse il suo primo trofeo in biancoceleste, la Coppa Italia, e poi consengò nella bacheca laziale anche la SuperCoppa Italiana, grazie anche a un suo gol.La terza stagione nella Lazio è un po' triste per Pavel: infatti a causa di un doppio infortunio viene costretto a perdere quasi tutto il campionato per un lunghissimo recupero! Ma Nedved è riuscito anche questa volta (da quel grande campione qual è) a lasciare un segno indelebile alla stagione biancoceleste, siglando con un missile il gol della vittoria della Coppa delle Coppe 1998-99, il 19 Maggio 1999 nello stadio di Birmingham.Allo stesso tempo, molti giornalisti asserivano che Nedved sarebbe stato trasferito all'Altetico Madrid, che aveva offerto al nostro Pavel un contratto di gran lunga migliore rispetto a quello che aveva con la Lazio. Ma Pavel rifiutò quest'offerta, ribadendo la sua fede nei colori biancocelesti. E nella stagione successiva, è riuscito non solo a vincere la SuperCoppa Europea contro il Manchester United, ma si è addirittura laureato Campione d'Italia! E da quest'anno finalmente non rischierà più di andare in tribuna (tranne quando viene squalificato) perchè è riuscito ad ottenere finalmente all'inizo di Agosto 2000 il passaporto comunitario! Tanto per cambiare poi ha rifiutato in giugno una principesca offerta del Manchester United (mica una squadretta insomma) di 12 miliardi netti all'anno per 4 anni, mentre qui a Rome ne guadagna "solo" 5. La cosa più sorprendente per Pavel è stata che Cragnotti lo ha assecondato rifiutando l'offerta degli inglesi per il suo cartellino: ben 92 miliardi.
Nel luglio 2001 viene ceduto alla Juve per 85 miliardi delle vecchie lire. Dopo un periodo d'ambientamento Nedved diventa fondamentale per il gioco espresso dalla squadra bianconera e vince 2 scudetti in altrettanti anni di Juve. Nella stagione appena conclusa è stato senza dubbio uno dei migliori della Juve in senso assoluto trascinando la squadra in campionato ed in finale di Champions. Proprio il fatto di non aver giocato la finale per squalifica rimarrà uno dei "tormenti" della sua carriera. Atleta che corre 90 minuti e calcia agevolmente sia di destro che di sinistro Nedved è indicato non a caso come uno dei possibili vincitori del prossimo pallone d' oro.
Torino sembra proprio essere la città adatta a chi, come lui, ha regole ferree di vita:"Per me esiste il calcio e la mia famiglia. Non ho bisogno d' altro. A Roma vivevo fuori città, a Torino farò lo stesso. Sono un cultore del lavoro, anche in vacanza cerco di organizzarmi in modo da poter mantenere la forma fisica che mi serve al momento in cui ritorno a l lavoro".

Terminati gli allenamenti, le partite e i ritiri, Pavel si dedica a 360° alla sua famiglia, alla moglie Ivana e ai due figli Ivana (4 anni) e Pavel (1 e mezzo): "Abbiamo deciso di chiamarli così perché quando noi non ci saremo più, esisteranno ancora un Pavel e una Ivana che si amano". Un pensiero profondo, speciale, per un ragazzo nayo e cresciuto a Cheb, venti minuti in auto dal paese dove viveva il suo grande amore, Ivana "Ci siamo conosciuti quando io avevo 15 anni e lei 13. veniva a Cheb a trovare sua nonna, prima c' è stata amicizia, poi è scoppiato l 'amore. Ci siamo sposati prestissimo, avevo 21 anni", racconta con un volto che lascia trasparire una dolcezza che in altre occasioni viene ben mascherata da uno sguardo a volte addirittura severo. Soprattutto quando parla del calcio, uno sport, un gioco, ma anche una professione, che Pavel ha sempre preso con grande serietà: "Sento addosso una grande responsabilità, fin da piccolo stavo male quando perdevo una partita, avevo e ho sempre una grande voglia di migliorarmi. Sono una persona che ama prendere sul serio tutto quello che fa, mi capitava già da ragazzino e non solo in campo sportivo. Ora poi, che sono alla Juventus, sono emozionato e onorato. So che la mia gente si aspetta molto da me e io non voglio certo deluderla". Il popolo ceco lo considera un vero idolo, l' emblema di una Nazione e di una Nazionale, di cui è capitano, che ha avuto il grande merito di metterlo in " vetrina ":"Devo tanto alla mia Nazionale, perché mi ha permesso di mettermi in mostra a livello europeo e di arrivare fino qui".
Il ragazzo di Cheb, quello che si allenava con il padre per imparare a tirare in porta, è diventato uno dei centrocampisti più forti del mondo e gli insegnamenti di papà gli sono tornati utili. Il vizio del gol, soprattutto con tiri da lontano, è proprio una delle sue caratteristiche. Luciano Moggi non gli ha risparmiato una battuta spiritosa:"L' abbiamo comprato, così almeno la smetterà di farci gol!". Una predisposizione nata quando Nedved era il più piccolo dei suoi compagni di squadra e per aggirare l' ostacolo provava a segnare da fuori area:"Mio padre, e poi il mio primo allenatore, mi mettevano i palloni tutti intorno alla linea dell' area di rigore e da lì provavo a tirare". Ottimo allenamento, basta vedere i risultati! Il successo, però, secondo Pavel non si può conquistare facendo tutto da sè. Sopra le vicende umane c' è Dio, presente e vicino a noi: "Sono molto religioso, cattolico. Ricordo che quando ero piccolo i miei genitori non avevano il coraggio di portarmi in chiesa, dato che non era consentito dal nostro regime, ma lo facevano i miei nonni, di nascosto. Sono cresciuto con questo credo, che non ho mai abbandonato. Prima di entrare in campo, ad esempio, e anche all' uscita, ringrazio sempre e comunque Dio con il segno della croce".

Online il sito del mio grande idolo


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